OnlyFans
Non nasce come sito porno. E non è (solo) per adulti.
OnlyFans è la piattaforma di abbonamento che ha rivoluzionato il modo in cui i creator si fanno pagare direttamente dal pubblico — molto più che solo contenuti per adulti.
IN 20 SECONDI.
OnlyFans è una piattaforma di abbonamento a pagamento lanciata nel 2016, dove i creator pubblicano contenuti riservati agli utenti che pagano una quota mensile. È diventata nota soprattutto per i contenuti sessualmente espliciti, specialmente dopo il boom durante la pandemia, ma è usata anche da fitness coach, cuochi, musicisti e altri creator. Trattiene circa il 20% dei guadagni, lasciando l'80% a chi produce i contenuti.
Cos'è OnlyFans, in sostanza
OnlyFans è una piattaforma di abbonamento a pagamento dove chi crea contenuti (i "creator") può pubblicare foto, video, testi o dirette riservate solo a chi paga una quota mensile per seguirlo. Non è un social network nel senso classico: non c'è un feed pubblico da scorrere all'infinito, non ci sono like visibili a tutti, non c'è un algoritmo che decide chi vedi. È più simile a un canale privato tra creator e fan, con la differenza che a monte c'è un vero e proprio sistema di pagamento integrato.
Come funziona il modello economico
Il meccanismo è semplice: il creator fissa un prezzo di abbonamento mensile (spesso con contenuti extra a pagamento singolo, i cosiddetti "pay-per-view"), gli utenti pagano per accedere, e OnlyFans trattiene una percentuale su ogni transazione, storicamente il 20%, lasciando l'80% al creator. È una fetta enormemente più generosa di quella che offrono YouTube, Instagram o TikTok ai loro creator, ed è uno dei motivi principali per cui la piattaforma ha attirato così tante persone in pochi anni.
Creator economy
Creator economy — l'insieme di strumenti, piattaforme e modelli economici che permettono a chi crea contenuti online (video, foto, testi, musica) di monetizzare direttamente dal proprio pubblico, senza dipendere esclusivamente da pubblicità o sponsorizzazioni.
Perché è diventato sinonimo di contenuti per adulti
OnlyFans nasce nel 2016 a Londra come piattaforma generalista, pensata per qualsiasi tipo di creator. Ma è durante la pandemia, tra il 2020 e il 2021, che esplode davvero — e a trainare la crescita sono soprattutto i contenuti sessualmente espliciti. La piattaforma diventa lo strumento principale per migliaia di sex worker che, complici i lockdown e la chiusura di locali e set fisici, si spostano online per continuare a lavorare in autonomia, senza intermediari come agenzie o produttori. Da lì il nome OnlyFans entra nel linguaggio comune quasi come sinonimo di "content creator che vende foto e video espliciti", anche se non è mai stata la sua unica funzione.
Chi lo usa oggi, oltre al porno
Nonostante l'associazione resti fortissima, su OnlyFans esistono community consistenti di personal trainer che vendono schede di allenamento, chef e food creator con ricette esclusive, musicisti che condividono demo e contenuti dietro le quinte, comici, artisti digitali, e persino giornalisti o divulgatori che usano la piattaforma come newsletter a pagamento evoluta. Nel 2022, sotto pressione da parte di banche e processori di pagamento preoccupati per la reputazione del servizio, OnlyFans aveva persino annunciato, poi ritirato in pochi giorni dopo le proteste, un divieto ai contenuti sessualmente espliciti, segno di quanto la piattaforma stessa provi a smarcarsi (senza troppo successo) da quell'etichetta.
Un personal trainer può usare OnlyFans per vendere schede di allenamento personalizzate e video tutorial esclusivi ai propri abbonati, esattamente con lo stesso meccanismo di abbonamento usato dai creator di contenuti per adulti.
Il lato "creator economy": perché conta davvero
Al di là del dibattito su cosa si vende, OnlyFans è un caso di studio interessante per capire la creator economy in generale: il passaggio da un mondo in cui i creator dipendono dalla pubblicità e dagli algoritmi delle piattaforme, a un mondo in cui possono farsi pagare direttamente dal proprio pubblico. Substack per le newsletter, Patreon per il crowdfunding creativo, OnlyFans per i contenuti diretti: sono tutti pezzi dello stesso fenomeno, la disintermediazione del rapporto tra chi crea e chi consuma.
Rischi e critiche
Il modello non è privo di problemi. La piattaforma ha ricevuto critiche per la gestione della verifica dell'età e dell'identità dei creator, per casi di contenuti caricati senza consenso della persona ritratta, e per la difficoltà di rimuovere in modo rapido materiale segnalato come non consensuale. C'è poi il tema, meno discusso ma reale, della sostenibilità economica: la maggior parte dei guadagni si concentra su una minoranza di creator molto seguiti, mentre per la maggior parte degli utenti i ricavi restano modesti rispetto al tempo e all'esposizione richiesti.
La verifica dell'identità e dell'età su piattaforme come OnlyFans non è infallibile: sono stati segnalati casi di contenuti caricati senza il consenso della persona coinvolta. Prima di condividere materiale personale online, informati sempre su come richiederne la rimozione.
Il quadro normativo
Diversi paesi hanno introdotto o discusso leggi di verifica dell'età per l'accesso a piattaforme con contenuti per adulti, OnlyFans compresa. La piattaforma stessa richiede documento d'identità sia ai creator che, in alcune giurisdizioni, ai fruitori di contenuti espliciti, per rispettare normative sempre più stringenti sulla tutela dei minori online.
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