SBALLO & SOSTANZE / SOSTANZE NATURALI PSICOATTIVE · 5 MIN DI LETTURA · AGGIORNATO 09.09.2026

Miele dello Sballo

Si chiama miele, ma in Nepal lo raccolgono appesi a una corda su una parete rocciosa per farci stordire.

Un miele raccolto tra Nepal e Turchia contiene una tossina naturale che, in piccole dosi, dà euforia. In dosi maggiori, manda in ospedale. Ecco cos'è il deli bal e da dove arriva.

Il miele dello sballo: cos'è davvero il "deli bal"
⏱ COS'È,
IN 20 SECONDI.

Il miele dello sballo (o deli bal) è un miele prodotto in Nepal e Turchia da api che si nutrono quasi esclusivamente di rododendri contenenti grayanotoxina, una tossina naturale. In piccole quantità produce effetti rilassanti ed euforici lievi; in dosi maggiori causa bradicardia, ipotensione e alterazioni della coscienza. È legale e usato tradizionalmente in dosi minime.

Esiste un miele che non serve solo a dolcificare il tè. In alcune zone del Nepal e della Turchia, le api raccolgono il nettare da un particolare tipo di rododendro e producono un miele diverso da tutti gli altri: scuro, leggermente amaro e capace di alterare la percezione di chi lo mangia. Non è una leggenda da forum, è un prodotto reale, venduto e consumato da secoli, con effetti che vanno da un piacevole formicolio alle labbra fino a un crollo della pressione sanguigna. Lo chiamano miele pazzo, in turco deli bal. Qui vi spieghiamo cosa contiene davvero, perché fa questo effetto e perché raccoglierlo può essere molto più pericoloso che mangiarlo.

Cos'è davvero il miele dello sballo

Il miele dello sballo nasce da un incidente della natura. In alcune aree montuose del Nepal, del Bhutan e della regione del Mar Nero in Turchia, alcune specie di rododendro producono un nettare ricco di una sostanza chiamata grayanotoxina. Quando le api si nutrono quasi esclusivamente di questi fiori, il miele che ne risulta conserva abbastanza tossina da avere un effetto misurabile sul corpo umano. Nella maggior parte del mondo questo non succede: le api si spostano tra fiori diversi e la grayanotoxina finisce diluita fino a diventare irrilevante. È la concentrazione geografica dei rododendri, unita all'isolamento delle colonie di api, a rendere possibile un prodotto così particolare.

La tossina che c'è dietro: il grayanotoxin

La grayanotoxina agisce sui canali del sodio delle cellule nervose e muscolari, mantenendoli aperti più a lungo del normale. È lo stesso meccanismo, con effetti simili, di altre sostanze vegetali tossiche come l'aconitina. Il risultato è un rallentamento del battito cardiaco, un calo della pressione e, a seconda della quantità assunta, sensazioni che vanno dal leggero intorpidimento fino ad alterazioni della coscienza più marcate. Non è un caso isolato: già l'esercito di Pompeo, nel I secolo avanti Cristo, fu decimato in Turchia dopo aver mangiato miele lasciato apposta dai nemici lungo il percorso.

Nepal e Turchia: due tradizioni diverse

In Nepal il miele viene raccolto dalle comunità Gurung, che si calano lungo pareti rocciose a strapiombo per raggiungere i nidi delle Apis laboriosa, la più grande specie di ape al mondo. Lì il prodotto viene chiamato miele di roccia o miele rosso, ed è parte della medicina tradizionale locale, usato in piccole dosi per problemi digestivi o come tonico. In Turchia, nella regione del Mar Nero, a produrlo sono api europee più comuni, e il miele viene venduto come specialità locale, consumato a cucchiaini piccolissimi per il suo effetto rilassante o come rimedio casalingo. In entrambi i casi la parola chiave è "poco": non è pensato per essere mangiato come un normale vasetto di miele.

Nepal

Prodotto dalla Apis laboriosa su pareti rocciose himalayane, raccolto dalle comunità Gurung con discese a corda. Localmente chiamato miele di roccia, usato come rimedio tradizionale.

Turchia

Prodotto da api europee comuni nella regione del Mar Nero, venduto come specialità locale sotto il nome deli bal, consumato in piccole dosi come tonico rilassante.

Gli effetti: dall'euforia al collasso

A basse quantità, gli effetti descritti da chi lo consuma includono una sensazione di calore che sale al petto, un leggero formicolio sulle labbra e sulla lingua, rilassamento fisico ed euforia lieve. È l'effetto che cerca chi lo acquista consapevolmente, spesso come alternativa naturale a un tranquillante. Il problema è che la linea tra "dose piacevole" e "dose pericolosa" è molto più sottile di quanto sembri. I casi clinici raccolti negli ospedali di Nepal e Turchia mostrano pazienti arrivati in pronto soccorso dopo aver ingerito quantità minime, anche solo uno o due cucchiaini, con battito cardiaco sceso sotto le 50 pulsazioni al minuto, pressione bassissima e stato di coscienza alterato. Nei casi più seri servono ore di monitoraggio in terapia intensiva e farmaci come l'atropina per riportare il cuore a un ritmo normale.

Anche piccole quantità di miele dello sballo (uno o due cucchiaini) hanno causato casi documentati di avvelenamento con battito cardiaco rallentato, pressione bassa e stato di coscienza alterato, con necessità di ricovero ospedaliero. Chi non conosce il prodotto rischia di trattarlo come miele normale e assumerne troppo.

Il rischio è nella raccolta, non solo nel cucchiaino

Se il miele stesso comporta un margine di rischio, raccoglierlo è ancora più pericoloso. I rododendri di cui si nutrono le api crescono su pareti verticali, spesso a duemila metri di altitudine, e i nidi delle Apis laboriosa si trovano incastrati nella roccia. I cacciatori di miele nepalesi si calano con corde artigianali, senza le protezioni che userebbe uno scalatore professionista, mentre vengono punti da api lunghe fino a tre centimetri. Non ci sono morti moderne documentate per avvelenamento da miele dello sballo, ma la raccolta ha causato incidenti mortali per cadute. È un dettaglio che racconta molto di questo prodotto: il pericolo maggiore non è nell'ingerirlo con cautela, ma nel processo che serve a portarlo giù dalla montagna.

I cacciatori di miele nepalesi si calano con corde artigianali lungo pareti a strapiombo di duemila metri per raggiungere i nidi delle api giganti himalayane, affrontando punture di api lunghe fino a tre centimetri: la raccolta è statisticamente più pericolosa del consumo del miele stesso.

È legale? Si può comprare?

Sì, è legale, e non è classificato come sostanza stupefacente in nessuno dei paesi in cui viene prodotto o venduto. Negli ultimi anni è arrivato anche in Occidente attraverso l'importazione online, presentato come rimedio naturale o come curiosità gastronomica esotica. Proprio questa diffusione fuori dalle zone d'origine ha creato nuovi casi di intossicazione: persone che non conoscono il prodotto lo trattano come miele normale, ne consumano quantità eccessive e finiscono in ospedale con sintomi che i medici occidentali faticano a riconoscere, perché il miele dello sballo resta un avvelenamento raro fuori dal Nepal e dalla Turchia.

Perché se ne parla ancora oggi

Il miele dello sballo sopravvive a metà tra tradizione, curiosità e rischio calcolato. Da una parte c'è chi lo usa da generazioni come parte di una medicina popolare consolidata, in dosi minime e con la consapevolezza tramandata da chi lo raccoglie. Dall'altra c'è una crescente domanda occidentale di prodotti "naturali ed esotici", che spesso ignora il motivo per cui, in quelle valli, se ne mangia un cucchiaino e non un vasetto intero. È un promemoria semplice: naturale non significa automaticamente innocuo, e a volte la differenza tra un tè rilassante e una corsa in ospedale sta tutta nella quantità.

Ok Boomer, il libro

OK BOOMER: STORIA DI UN'INCOMPRENSIONE LINGUISTICA

Le parole cambiano, e a volte fanno fatica a starci dietro. Se ti piace capire come si trasforma il linguaggio, da una generazione all'altra, "Ok Boomer" racconta proprio questo. Da oggi è disponibile su Amazon, in eBook e in cartaceo.