VPN
Non ti rende invisibile, ma cambia parecchio le regole del gioco online.
Una VPN cifra la tua connessione e nasconde il tuo indirizzo IP, ma non è uno scudo magico contro tutto. Ecco cosa fa davvero, quando serve e cosa continua a vederti comunque.
IN 20 SECONDI.
VPN è l'acronimo di Virtual Private Network. È un servizio che crea un tunnel cifrato tra il tuo dispositivo e un server remoto, mascherando il tuo indirizzo IP reale e proteggendo il traffico da occhi esterni sulla stessa rete. Si usa per motivi di privacy, sicurezza su Wi Fi pubbliche e per aggirare restrizioni geografiche, ma non garantisce anonimato completo.
Cos'è una VPN, in pratica
VPN sta per Virtual Private Network, rete privata virtuale. È un servizio che crea un collegamento cifrato tra il tuo dispositivo e un server gestito dal provider VPN. Tutto il traffico che esce dal tuo telefono o computer passa prima da quel server: da fuori, chiunque osservi la tua connessione vede solo che stai parlando con quel server, non con i siti che stai visitando davvero.
Il tuo indirizzo IP reale, quello che normalmente rivela più o meno la tua posizione geografica e il tuo provider internet, viene sostituito da quello del server VPN. Se il server è a Amsterdam, per il resto di internet sembrerai connesso da Amsterdam.
Come funziona (senza tecnicismi)
Il meccanismo si chiama tunneling: immagina un tubo cifrato che avvolge tutto il traffico tra te e il server VPN. Nessuno lungo il percorso, nemmeno il gestore del Wi Fi a cui sei collegato, può vedere cosa c'è dentro quel tubo.
Tunneling
Tecnica che incapsula e cifra il traffico dati dentro un canale protetto tra due punti della rete, in questo caso il tuo dispositivo e il server VPN, così che nessun osservatore esterno possa leggerne il contenuto.
Una volta che il traffico esce dal server VPN e prosegue verso il sito di destinazione, torna a essere visibile come traffico normale (a meno che tu non stia già usando HTTPS, che è un altro livello di cifratura indipendente dalla VPN).
A cosa serve davvero
Ci sono situazioni in cui una VPN fa esattamente il suo lavoro, ed è un lavoro buono. Sulle reti Wi Fi pubbliche di bar, aeroporti e hotel, chiunque abbia un minimo di competenza può intercettare il traffico non cifrato: la VPN chiude questa falla. È utile anche per superare le restrizioni geografiche, quei cataloghi streaming diversi da paese a paese o quei contenuti bloccati fuori da certi confini, perché fa credere al sito che ti trovi altrove. Su reti aziendali, scolastiche o in paesi con internet fortemente filtrato può inoltre ripristinare l'accesso a servizi bloccati dalla censura di rete. E in generale riduce il tracciamento basato sull'indirizzo IP, nascondendo la tua posizione approssimativa e rendendo un po' più difficile collegare la tua attività online al tuo indirizzo di casa.
Cosa NON fa una VPN
Qui la maggior parte del marketing smette di essere onesto.
Una VPN nasconde il tuo indirizzo IP, non la tua identità. Login, cookie e fingerprinting del browser continuano a identificarti. Chi vende la VPN come "invisibilità totale" sta semplificando troppo, o mentendo.
Una VPN non ti rende anonimo. Il tuo provider VPN vede tutto quello che vedrebbe il tuo provider internet normale: sa chi sei (di solito hai pagato con carta o PayPal) e può teoricamente vedere il tuo traffico, a meno che non abbia una vera politica no log verificata da audit indipendenti.
Non protegge nemmeno dai tracker dei siti web. Cookie, fingerprinting del browser e login continuano a identificarti indipendentemente dall'IP che stai usando: se accedi al tuo account Google mentre la VPN è attiva, Google sa comunque che sei tu. E non ti protegge da malware, phishing o password deboli, perché è uno strumento di rete, non un antivirus e non un gestore di password.
VPN e Proxy: non sono la stessa cosa
Spesso i due termini vengono usati come sinonimi, ma la differenza è sostanziale.
VPN
Cifra tutto il traffico del dispositivo, nasconde l'IP e protegge da chi osserva la rete. Richiede un'app dedicata e in genere un abbonamento.
Proxy
Reindirizza solo il traffico di una specifica app o del browser, senza cifratura end to end. Più veloce ma molto meno protettivo, spesso gratuito ma meno affidabile.
Come scegliere un servizio VPN
Alcuni criteri concreti aiutano a orientarsi lontano dagli slogan pubblicitari. Il primo è la politica no log: non basta che il provider la dichiari, conta molto di più se esistono audit indipendenti pubblici a confermarla. Conta anche la giurisdizione del provider, perché alcuni paesi impongono obblighi legali di conservazione dati più stringenti di altri. Un buon servizio dovrebbe avere un kill switch, cioè un meccanismo che blocca automaticamente internet se la connessione VPN cade, così che il traffico non torni visibile senza che tu te ne accorga. Infine contano velocità e numero di server: più server ci sono, meno probabile che tu debba condividere banda con troppi altri utenti nello stesso momento.
VPN gratuite: conviene o no?
Se un servizio è gratuito e non stai pagando con soldi, spesso stai pagando con i tuoi dati. Diverse VPN gratuite si sono rivelate, in passato, meno rispettose della privacy di quanto promettessero, arrivando in alcuni casi a rivendere dati di navigazione a terzi. Non è una regola assoluta, esistono eccezioni serie, spesso versioni limitate di servizi a pagamento, ma resta un campanello d'allarme da tenere sempre acceso.
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